Rilevanza scientifica ed evidenze

Le banche dati PsycINFO e PubMED riportano più di 5530 records (ugualmente distribuiti) riferiti al topic “Psychodrama”.

I primi studi riportati risalgono agli anni Quaranta del secolo scorso. Trenta contributi più recenti coprono il quadriennio 2008-2012 su argomenti quali: psicodramma con bambini abusati, con donne sofferenti di vaginismo ed altri disturbi sessuali, con pazienti giovani psichiatrici o con persone psicotiche, sperimentazioni rivolte al miglioramento delle abilità sociali in adolescenti vittime di dipendenza da internet, per alleviare il dolore nei malati terminali, in ambito di terapia di coppia e familiare. Dagli studi (Feltham, Horton, 2012), si evince che l’ambito di applicazione è preminentemente quello clinico (dalla dipendenza da sostanze fino ai comportamenti anti-sociali, dai vissuti traumatici all’uso dello psicodramma in soggetti d’età evolutiva) e che tutte le fasce di popolazione sono prese in considerazione (anziani, adolescenti, donne, pazienti psichiatrici...).

Negli anni recenti si è registrato un numero crescente di studi qualitativi ed analisi quantitative relative all’efficacia della terapia psicodrammatica (Weiser, 2007; Tomasulo, Razza 2011). Meta-analisi (Kipper, 2003; Wieser, 2006) hanno mostrato un risultato complessivo di notevole miglioramento con trattamento psicodrammatico a fronte dei risultati conseguiti dai pazienti dopo una comune psicoterapia di gruppo. Diversi risultati mostrano evidenze dell’efficacia di talune modalità tecniche dello psicodramma. In particolare le componenti più efficaci sono rappresentate dalle tecniche psicodrammatiche dell’inversione di ruolo e del doppio (consistente nell’intervento di un personaggio ausiliario che nella scena verbalizza, a nome di uno dei protagonisti, pensieri e sensazioni che questi non riesce ad esporre da solo).

Negli ultimi decenni la psicoterapia ha vissuto rilevanti cambiamenti ed un grande paradigma relazionale governa trasversalmente le scuole di psicoterapia e le scienze del comportamento: psicoanalisi moderna, moderno cognitivismo, terapia sistemica e psicodramma sembrano accomunati dal tema dell'intersoggettività. Inoltre, le odierne concezioni neurofisiologiche, arricchitesi enormemente con la recente scoperta dei neuroni specchio, hanno consentito di descrivere nell’uomo circuiti neurali capaci di rappresentarsi un atto qualunque e di riprodurre anche l’emozione connessa all’atto appena citato, rendendo comprensibile il significato dell’azione e facendo rivivere al soggetto comportamenti in funzione del contesto in cui sono collocati e del loro scopo. Gallese, Migone ed Eagle (2003) parlano a tal proposito di simulazione incarnata: grazie ad essa non si assiste soltanto ad una azione, ad un’emozione o sensazione, ma parallelamente nell’osservatore vengono generate delle rappresentazioni interne degli stati corporei associati a quelle stesse azioni, emozioni e sensazioni, come se stesse compiendo un azione simile  o provando una simile emozione o sensazione.

Pertanto l’attività dei neuroni specchio costituisce modelli sensomotori del comportamento altrui tali da legittimare la tecnica psicodrammatica: la prospettiva corporea dell’attore in scena (colui che compie di fronte al gruppo azioni espressive, verbali o mimiche) viene tradotta in quella degli altri membri che in sé la riproducono, entrando in risonanza con ciascun componente del gruppo (Gasca, 2012).

Le attuali scoperte delle neuroscienze sui neuroni specchio e le assunzioni che ne derivano sul piano applicativo apportano quindi un contributo alla fondatezza scientifica della tecnica psicodrammatica (Yaniv, 2012). Questo apre importanti prospettive al ruolo che lo psicodramma può avere nello sviluppo della psicoterapia del futuro


Stampa   Email