Lo Psicodramma
Lo psicodramma è un metodo psicoterapeutico e formativo elaborato dallo psichiatra J.L. Moreno nell’arco di quasi sessant’anni di attività in campo clinico, sociale ed educativo.
Scopri cos’è e come si è evoluto fino ai giorni nostri.

Cos’è lo psicodramma
Una breve introduzione al nostro metodo.
La filosofia di base dello psicodramma sostiene che l’uomo sia in grado di liberarsi dai condizionamenti derivanti dal suo vissuto qualora venga posto in condizione di sprigionare la sua spontaneità, questa infatti è l’elemento che permette alla creatività presente in ogni individuo di svilupparsi ed interrompere i comportamenti stereotipati della persona andando ad ampliare il ventaglio di risposte che l’individuo è in grado di mettere in campo per far fronte alle difficoltà della sua vita. Spontaneità e creatività sono due processi collegati ma ben distinti: la creatività ha infatti bisogno di un catalizzatore per operare, mentre la spontaneità è una forza che opera nei “qui ed ora” ed è la forza che spinge l’individuo a cercare risposte adeguate a nuove situazioni o nuove risposte a situazioni note; possiamo quindi dire che senza spontaneità la creatività è inerte e senza creatività la spontaneità rimane sterile. Sebbene esista lo psicodramma bipersonale, la metodologia psicodrammatica dà il suo meglio all’interno di un gruppo all’interno del quale, di volta in volta, emerge un membro come protagonista, ovvero colui che porta la sua storia e di conseguenza il suo psicodramma. A differenza di altre metodologie prevalentemente verbali uno psicodramma coinvolge molto anche la componente corporea, infatti all’interno di uno psicodramma le persone non si limitano a descrivere una situazione od una persona, ma hanno la possibilità di reinterpretare il loro vissuto nel qui ed ora ed all’interno di uno spazio protetto. Secondo l’American Society of Group Psychotherapy and Psychodrama (ASGPP), una sessione classica di psicodramma si divide in tre fasi principali:- fase di riscaldamento: in questa fase vengono messe in moto energie ed emozioni, andando a creare un clima in grado di stimolare la spontaneità degli individui;
- rappresentazione scenica: in questa fase il protagonista esplora i suoi conflitti attraverso l’azione e non semplicemente parlandone, in questa fase l’abilità del direttore (lo psicodrammatista che conduce la seduta) si vede nel non toccare subito gli elementi più traumatici del vissuto del protagonista e nel scegliere gli stimoli migliori per costruire la scena;
- fase di restituzione o di partecipazione dell’auditorio: i membri del gruppo condividono con il protagonista ciò che lo psicodramma ha fatto risuonare in loro stessi.
Le tecniche dello psicodramma
Lo psicodramma si avvale di diverse tecniche che permettono ai partecipanti di una seduta di sentirsi maggiormente coinvolti in quel che sta succedendo; alcune tecniche sono più orientate a favorire il riscaldamento ed il passaggio ad uno stato di spontaneità, altre ad affinare la percezione del qui ed ora e così via. Tra le tecniche più utilizzate possiamo citare:- l’inversione di ruolo: è la tecnica centrale dello psicodramma e prevede che il protagonista scambi il suo ruolo con quello di qualcun altro all’interno di uno psicodramma, permettendogli di esprimere la sua idea di quella persona o di quell’oggetto e di caratterizzarlo;
- il doppio: molto utile per aiutare il protagonista a formulare contenuti emotivi che altrimenti rimarrebbero sepolti, richiede l’intervento di un membro del gruppo per dare voce a questi contenuti;
- il soliloquio: il protagonista esprime ad alta voce quel che gli passa per la testa, rivolgendosi a sé stesso;
- lo specchio: si usa spesso quando il protagonista è sopraffatto dalle emozioni, consiste nel mostrare una seconda volta una scena appena rappresentata con la differenza che un membro dell’auditorio agisce al posto del protagonista, permettendo a quest’ultimo di osservarsi con un distacco tale da avere una corretta percezione di sé e degli altri;
- l’intervista: è la modalità con cui il direttore spesso inizia il suo lavoro con il protagonista per far emergere i contenuti mentali da mettere in scena nello psicodramma;
- la presentazione di sé stesso: permette al protagonista di caratterizzare sé e, attraverso l’inversione di ruolo, gli altri personaggi presenti nello psicodramma;
- la proiezione nel futuro: il protagonista rappresenta una scena in cui si aspetta di trovarsi ad agire in futuro, questo serve per chiarificare od esprimere contenuti mentali rimasti sfocati;
- la tecnica della sedia ausiliaria: una sedia viene collocata nel palcoscenico e possiamo utilizzarla in due modalità diverse:
- sedia vuota: il protagonista immagina il suo interlocutore seduto sulla sedia e ci interagisce, potendo anche effettuare inversione di ruolo;
- sedia alta: la sedia viene messa sopra una cassa ed il protagonista ci si siede sopra, in modo da risultare più in alto di tutti e sentirsi in una posizione di potere, da qui il protagonista può affrontare figure della sua vita da cui si sente sopraffatto.
- l’amplificazione: viene usata per dare enfasi ad un ruolo e renderlo più evidente.

